Odissea con dj … a video room

Testo di Luigi Marangoni con brani tratti dal poema di Omero
Ideatore e narratore Luigi Marangoni
Voce e djset Alberto “Bobby Soul” De Benedetti
Grafica e collaborazione Elena Frigato
Foto Giulio Cesare Grandi, Fernanda Bareggi, Paolo Ferrari
Il grande viaggio di Omero raccontato da una stanza abbandonata di Dublino piena di videocassette, dove due personaggi ridanno vita a dialoghi di film, canzoni blues, e raccontano i versi di Omero, chiedendo agli spettatori di bendarsi, per meglio sentire il racconto dell’uomo-voce Ulisse.
Lo spettatore indossa una benda per 30 minuti per meglio vedere le immagini evocate dalla poesia
Un attore e un cantante fanno risorgere dall’oblio frammenti di film abbandonati in montagne di VHS, all’interno di una stanza disabitata di Dublino. Nell’intrico di quelle memorie li guida il racconto di Ulisse. Il tempo è sospeso. Voci passate si sovrappongono a voci presenti. ‘Dobbiamo partire!’ Poeti soul cantano la mancanza della loro terra. Il timbro della loro voce è la loro anima. ‘Dobbiamo partire!’ Nel suo viaggio Ulisse si perde. Nella nostra vita tutti noi ci perdiamo… L’Odissea ci suggerisce come tentare il ritorno: raccontarci. Trovare un modo per dire il nostro smarrimento, come fa Ulisse che tesse il suo racconto davanti ai Feaci. Per ascoltare le sue parole, si indossano le bende e le immagini evocate dalla poesia diventano un’esperienza intima ed emozionante. Ora il viaggio è profondamente nostro. Dal buio delle bende si torna a vedere la luce lunare nell’ultima traversata marina verso Itaca. L’anima, liberata, urla finalmente freedom, ma l’agognato approdo, perché sia autentico, forse, dovrà essere solo temporaneo.
Regia
L’Odissea ci indica l’importanza del raccontare, come rielaborazione di un vissuto, anche di sofferenza. Il racconto è necessario perché significa rigenerazione. Allo stesso tempo l’Odissea ci ricorda che raccontare vuol dire percorrere la linea sottile della verità e della finzione. Si può infatti raccontare la realtà deformandola secondo il proprio punto di vista. Così ad esempio il titolo di un giornale ‘disperato gesto di un disoccupato’ diventa ‘ drammatico suicidio di un immigrato’, oppure ‘licenziato’ si trasforma in ‘rimasto senza lavoro’. In questo senso raccontare significa prendere parte.
Ho pensato di evidenziare l’ambivalenza del racconto intrecciando il piano esistenziale con quello politico, in un continuo gioco di specchi e di rimandi, in cui vediamo la nostra immagine che si rispecchia nelle braccia di Calipso e Peppino Impastato riflesso nello spirito audace di Ulisse. Tutto evocato tramite le voci, che sono il cuore di questo appassionato viaggio sonoro, sostenuto dal soul di Alberto De Benedetti, definito dalla critica ‘Il miglior funk man d’Italia’. Rilassare la vista e concentrarsi nell’ascolto.
by cristiana chiarugi
FOTO
CRITICA E PUBBLICO

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